Giovanni Greco

L'arte per me resta la passione per l'incontro con l'inatteso, per
l'apertura di nuovi mondi e di nuove possibilità della visione.

L'arte può salvare il mondo.
Nato a Catania (Sicily) città ove attualmente  vive ed opera
Dopo il completamento degli studi artistici frequenta la scuola del nudo a Catania e agli inizi degli anni '90 intraprende la sua attività pittorica ; in quegli anni lavora in qualità di collaboratore presso gallerie, associazioni culturali che lo spronano e lo arricchiscono di quella cultura che lo incoraggiano ad intraprendere l'attività artistica ; nello stesso tempo una forte passione per l’arte del ‘500 e del ‘600 lo portano ad indagare la tecnica e lo studio della pittura tramite un’analisi e attenta osservazione delle opere di Caravaggio, Poussin e soprattutto fiamminghi di van Eyck, Brueghel, Bosch ; cercando di soddisfare la sua esigenza classicista si occupa dell’arte ellenica in genere ritenendo che in essa la perfezione estetica oltre che tecnica siano esaustive a colmare la sua inusuale curiosità che lo porta ad intersecare la pittura contemporanea per poter ampliare le sue conoscenze e trovare la sua dimensione interiore spinto da una maggiore riflessione sulla vita e cercando di interpretare il “pensiero” a volte ineffabile come mezzo per porre in una luce nuova i problemi fondamentali di cui la nostra mente non cessa di liberarsi ponendo in scena dei ricatti visivi, dei ricatti dell’anima.La sua attività artistica parte contemporaneamente dagli esempi del surrealismo come pensiero di rottura del quotidiano e rappresentare una rivolta permanente contro i luoghi comuni dell’esistenza, per svincolarsi da esso e dechirichiani come il modo per potersi introdurre in una personale dimensione spazio-temporale ove è possibile la risoluzione di due strati, in apparenza contraddittori, il sogno e la realtà oggettiva in una sorta di realtà assoluta ; più in là si dedica, quindi, totalmente alla pittura metafisica non tanto per le scelte stilistiche quanto per il portato interesse che si esprime in una saldezza compositiva ; gli oggetti, le figure e lo stesso spazio che diventano masse poderose date dai volumi cromatici cupi e pastosi in un contesto in cui il tempo sembra arrestato ed i soggetti sospesi tra l’influsso metafisico e richiami neoclassici desunti da opere del passato svuotati del tempo, in un mondo sconosciuto.
Da qualche anno mi dedico all’arte astratta, a cui vi sono giunto attraverso un travaglio mentale interiore con una teoria scientifico-filosofica della pittura secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi determinati sul pensiero, sul comportamento e quindi anche sul modo di dipingere.
Nelle mie opere cerco di far sentire una vibrazione umana che esalta i sentimenti attraverso la forma, la linea, il colore e l’intenzionalità, dove l’opera stessa viene intesa come risultato dell’incontro tra l’uomo e la natura in un alternarsi di empatia fra la forma pura e la sua complessità. Le opere di Giuseppe De Gregorio e Manlio Bacosi hanno rivoluzionato il mio modo di vedere ciò che dico a me stesso e quanto sento.  

Ritengo sia stato necessario per approdare alla sintesi, adesso, di una realtà più immediata ove il gesto, il sogno non disgiunto dalla razionalità siano i contenuti emozionali a determinare passioni, tensioni e disagi che devono pertanto essere espressi nel modo più libero, spontaneo e violento possibile. 

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La pietra miliare
La pietra miliare
Cras te victurum, cras dicis, Postume, semper,
Dic mihi, cras istud, Postume, quando venit ?
Quam longe cras istud, ubi est ?
Aut unde petendum ?
Numquid apud Parthos Armeniosque latet ?
Iam cras istud habet Priami vel Nestoris annos.
Cras istud quanti, dic mihi, posset emi ?
Cras vives ? Hodie iam vivere, Postume, serum est ;
Ille sapit quisquis Postume, vixit heri.

(Marziale)
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